Teatri

I teatri sono considerati un’indiscussa risorsa culturale ed economica per il territorio e le comunità che lo abitano, perché, se è vero l’assioma che la cultura produce conoscenza e la conoscenza è ricchezza, si è in grado di comprendere quanto valido sia il patrimonio artistico e storico-culturale delle Marche. Il patrimonio marchigiano include teatri all’italiana di epoca sette-ottocentesca, sale moderne adibite all’uso di cinema teatro costruite dopo il 1930, nuovi teatri edificati fra il 1985 e il 2007. A questi si aggiungono teatri e anfiteatri di epoca romana situati all’interno di parchi archeologici e spazi che, muniti di prescritta autorizzazione, vengono occasionalmente utilizzati per ospitare rappresentazioni teatrali. Se rapportiamo la popolazione marchigiana residente e la superficie regionale con il numero dei teatri attivi e funzionanti, è certamente possibile affermare come le Marche siano una regione ricca di edifici dedicati allo spettacolo.

Tale ricchezza però, se da un lato rappresenta una grande opportunità di sviluppo e di crescita delle comunità da un punto di vista culturale, di coesione sociale e di livello occupazionale, dall’altro sta diventando un forte elemento di criticità per gli enti pubblici che si trovano in difficoltà, soprattutto in questi ultimi tempi di crisi economico-finaziaria, nelle gestione diretta delle strutture. Da qui la sempre più frequente richiesta da parte degli enti di affidare gli spazi a soggetti esperti del settore, che sono chiamati ad occuparsi non solo della programmazione degli spettacoli e della loro organizzazione, ma ad assumersi la completa responsabilità della gestione. La proposta di contenuti artistici, infatti, rappresenta solamente il momento finale, quello più visibile di un complesso e delicato processo tecnico, organizzativo e amministrativo che richiede il coinvolgimento coordinato di competenze e professionalità che garantiscano il corretto svolgimento dei servizi necessari (dal servizio di sicurezza, ai servizi tecnici e di biglietteria fino al servizio di pulizia e di manutenzione ordinaria delle strutture). Tali servizi vengono quasi sempre affidati a soggetti privati, piccole imprese, cooperative, ecc. individuate spesso nell’ambito del territorio locale in un rapporto diretto con l’ente pubblico (o chi lo rappresenta) che ne ha assicurato fino ad oggi una soddisfacente continuità lavorativa. Un rapporto positivo e funzionale che però rischia di entrare in crisi di fronte alla costante e progressiva riduzione delle risorse economiche a disposizione degli enti locali e alla difficoltà evidente da parte della maggior parte dei soggetti privati a comprendere il cambiamento in atto e di conseguenza a mettere in discussione le modalità consuete di rapporto.

È necessario dunque stimolare un cambio culturale.

Attraverso il terzo asse, S.IN.C. sperimenta forme innovative di utilizzo dei teatri, calibrate sulle diverse tipologie dei teatri marchigiani e improntate ad uno spirito di imprenditorialità. La sperimentazione si svolge attraverso una call che riserva ai Consorziati la possibilità di partecipare in forma singola, in partenariato con altri Consorziati o anche in partenariato con imprese capaci di apportare un contributo professionale e tecnico.

L’asse contribuisce inoltre ad una migliore fruizione degli spazi teatrali, promuovendo una diffusa cultura della sicurezza. Negli spazi su cui avviare la sperimentazione verrà infatti attivato un esperto in sicurezza che sovraintenda alla formulazione della documentazione da richiedere ai teatri e indichi la gerarchia degli interventi. Ove opportuno si realizzeranno anche iniziative per la sensibilizzazione di figure di riferimento da inserire nei teatri con mansioni di raccordo, coordinamento e accoglienza.