Intervista a tre

images1Quale può essere, oggi, il reciproco scambio tra mondo delle arti e della cultura e mondo delle imprese? Abbiamo affidato al web questa domanda e siamo incappati in una interessantissima intervista a tre, in cui due professionisti del fund raising – Massimo Coen Cagli e Marianna Martinoni – dialogano con l’esperta in economia della cultura e dottore commercialista, Irene Sanesi. ll senso è questo: se è vero che il tempo della sponsorizzazione comunemente intesa (quella legata al grande evento, per intenderci) è giunto al termine, in quanto non si addice più al modo di fruire la cultura da parte del pubblico, a cosa può essere legato il futuro dello scambio tra imprese e cultura?

Secondo Massimo Coen Cagli alla capacità, di aziende e istituzioni culturali, di coprogettare insieme iniziative ad alto valore aggiunto per le comunità di riferimento. In questo senso, le istituzioni culturali sono chiamate a superare l’autoreferenzialità che spesso contraddistingue il loro operare, per confrontarsi con la realtà aziendale e cercare di interpretarla. Le aziende, dal canto loro, dovrebbero superare le diffidenze verso una cultura della sponsorizzazione e della partnership che investe sulla propria cittadinanza anziché sul marketing. Secondo Marianna Martinoni, occorre creare forme di coinvolgimento delle aziende tailor made – ovvero cucite sulle specifiche esigenze aziendali – e in grado di impattare realmente sui beneficiari, rientrando così all’interno delle politiche di Corporate Social Responsibility. Gli fa eco Irene Sanesi, secondo la quale anche dal punto di vista fiscale le sponsorizzazioni hanno perso appeal, a causa di una disciplina tributaria confusa e alla tendenza a preferire, quale strumento di investimento culturale, l’erogazione liberale. Lo scambio reciproco si riposiziona in tal modo su un piano diverso: più reputazionale che d’immagine, più partecipativo che speculativo. Leggi il testo completo dell’intervista!