Il teatro non solo teatro

Produrre e distribimagesuire spettacoli, ed eventualmente gestire anche una sala, è sempre meno sufficiente a sostenere l’economia di una compagnia: la ricerca di soluzioni parallele, collaterali o autonome rispetto alla produzione, è oggi quanto mai necessaria per la sopravvivenza. Mimma Gallina, nel suo “Il teatro possibile” (FrancoAngeli, 2006) ne mette a fuoco alcune.

La formazione rappresenta una strada molto diffusa, che gode di un mercato articolato – fatto di utenti, scuole, università, Enti Locali e persino aziende – e che spesso è possibile percorrere a costi molto contenuti, grazie alla disponibilità di spazi e personale qualificato. Altre soluzioni, anch’esse molto praticate, sono il noleggio delle attrezzature tecniche e l’affitto di spazi, più o meno attrezzati, ad uso foresteria o sale prove. Si sono inoltre diffuse più o meno ovunque soluzioni più squisitamente “di mercato”, come bar e caffé, dopoteatro, bookshop e merchandising – trend che ha avvicinato l’Italia ad una dimensione più “europea” di concepire l’uso delle sale teatrali.

La ricerca di alternative può spingersi anche oltre, verso il collegamento con altre discipline e funzioni, divenendo un’opportunità non solo economica ma anche di ricerca, ad esempio nell’ambito del sociale, dei beni culturali e delle arti visive.

A questo link alcuni esempi interessanti tratte dalla ricerca “Le Buone Pratiche del Teatro”: buona lettura!