Le Marche: una "smart and creative diversification area"

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E’ così che definisce la nostra regione lo studio KIT del Programma Europeo di ricerca ESPON, ovvero come un’area contraddistinta da grandi potenzialità, grazie ad un capitale umano di qualità e ad un dinamico e creativo tessuto imprenditoriale distribuito omogeneamente su tutto il territorio regionale. Venendo al settore specifico del progetto S.IN.C., prendiamo in considerazione il rapporto Unioncamere-Symbola 2013, che analizza dal punto di vista economico e occupazionale il sistema culturale italiano, con una particolare attenzione al caso marchigiano.

 

La categorizzazione delle imprese propria dello studio prevede quattro settori:

  •  Imprese creative (Architettura; Comunicazione e branding; Design e produzione di stile; Artigianato)
  • Imprese culturali (Film; video; radio-tv; Videogiochi; Musica; Libri e stampa)
  • Patrimonio storico-artistico (Musei; Biblioteche; Archivi; Gestione di luoghi e monumenti storici)
  • Performing arts e arti visive (Rappresentazioni artistiche; Intrattenimento; Convegni; Fiere).

Come emerge dallo studio, le imprese dell’intero sistema produttivo culturale sono nelle Marche 13.186 (2,9% del totale nazionale), una cifra ragguardevole che incide per il 7,5% sull’insieme delle aziende operanti nella Regione e che ha visto nell’ultimo anno un incremento del 3,8%, superiore al dato registrato a livello nazionale (3,3%). Quella della cultura rappresenta dunque una dimensione rilevante per le attività produttive marchigiane, soprattutto con riferimento alle industrie creative che rappresentano il 75% del totale delle imprese caratterizzanti il sistema produttivo culturale regionale, contro il dato medio nazionale che non supera il 67,6%. In questo ambito particolare forza ha l’artigianato, la cui incidenza è pari 32,1% sul totale delle imprese creative registrate. Se guardiamo poi al contributo portato dal sistema produttivo culturale all’interno delle economie locali, in termini di valore aggiunto prodotto, le Marche risultano essere subito dopo il Lazio, una delle prime regioni a livello nazionale, con un 6% netto. Dato positivo che trova conferma anche a livello più disaggregato, per cui le Province di Pesaro Urbino e Macerata (con un 8,1% e un 7%), risultano essere rispettivamente seconda e ottava nella classifica delle prime dieci province italiane in cui è maggiore l’incidenza del valore aggiunto prodotto dal sistema culturale, rispetto al totale economia (dato Italia: 5,4%).

A livello regionale, è possibile confermare il trend nazionale per cui il valore aggiunto del sistema produttivo culturale deriva principalmente dalle imprese creative e dalle imprese culturali, mentre alquanto modeste sono le percentuali riconducibili al patrimonio storico-artistico e alle performing arts e arti visive. Nel dettaglio, lo studio UnionCamere-Symbola precedentemente citato, sottolinea come le imprese del sistema produttivo culturale marchigiano presentino alcune connotazioni particolari: sono mediamente più giovani (la quota di imprese giovanili è pari a 11,5% contro il 10,8% della media nazionale), e a maggiore presenza femminile, dato che la quota di imprese “rosa” è del 25,6%, a fronte del 23,1% riscontrato a livello Italia. Anche le imprese straniere (se ne rilevano 588) sono relativamente più presenti, con una quota pari a 5,9% (il dato Italia è 5,5%). Nella regione si pone inoltre in evidenza anche una particolare capacità aggregativa delle imprese appartenenti al sistema, visto che si rilevano 27 imprese coinvolte in contratti rete, pari al 17,0% del totale delle imprese in rete nella regione. Rispetto a quest’ultimo indicatore, il dato nazionale è pari a 13,8%.

Il sistema produttivo culturale marchigiano presenta poi un’ottima posizione anche per ciò che concerne la propensione all’export culturale, attestandosi al terzo posto della classifica nazionale, con un 3,9% rispetto alla media nazionale (2,8%), e confermandosi come l’unica regione a posizionare tutte le realtà provinciali tra le prime 30 province in graduatoria. Stessa cosa vale per il grado di specializzazione culturale delle esportazioni, rispetto al quale le Marche detengono un 13,9% sul totale delle esportazioni regionali (dato italiano 10,1%) e confermano le province di Macerata e Pesaro Urbino tra le prime 30 province d’Italia in quest’ambito.