Il lavoro nel settore culturale e creativo

Schermata 10-2456954 alle 16.10.28Chi sono i lavoratori del settore culturale e creativo in Italia? E nelle Marche? Il rapporto Eurostat-2009 mette in evidenza come, generalmente, le caratteristiche dei lavoratori ivi occupati risultano essere di qualità elevata. In tutti i paesi dell’UE27, la percentuale di persone che ha conseguito la laurea o un titolo di studio superiore tra gli occupati del settore culturale è molto più alta rispetto al totale, con una differenza a livello di UE27 addirittura del 24%.

Nel settore culturale si ha un peso superiore alla media per il part-time, per coloro che hanno un secondo lavoro e per chi lavora da casa. Le caratteristiche dell’offerta sembrano quindi indicare come nella produzione culturale ci siano profili più qualificati, ma anche condizioni di maggiore instabilità, di “precarietà”, rispetto ad altri settori dell’economia. Per il nostro Paese, una conferma di questa ipotesi proviene dai risultati dell’indagine “Rispondi al futuro” – ideata e realizzata da CReSCo e Fitzcarraldo nel maggio 2011. L’analisi sul campione dei lavoratori presi in esame ha evidenziato come il gruppo più numeroso di lavoratori del settore (uno su due) sia costituito da persone tra i 26 e i 40 anni, con livelli medi di retribuzione molto bassi, con una già buona esperienza professionale alle spalle, ma caratterizzato ancora da forti margini di precarietà, (meno del 60% lavora esclusivamente nel settore dello spettacolo), con un numero medio di giornate lavorate ai fini Enpals attorno alle 46 e con un ricorso al sussidio di disoccupazione in linea con i dati medi. La medesima ricerca rivela, tra le altre cose, come il contratto a tempo determinato rappresenti per circa la metà dei lavoratori del settore la forma usuale di contratto. Dati 2013 confermano poi che l’occupazione nel settore produttivo culturale nelle Marche supera il 7% di incidenza, sul totale economia, confermandosi ai primi posti a livello nazionale. Le Marche emergono molto positivamente nella stessa classifica anche a livello provinciale, dove ancora una volta, le province di Pesaro Urbino e Macerata si posizionano tra le prime dieci province a livello nazionale.

Scendendo poi ancor più nel dettaglio dell’occupazione regionale, per ciò che concerne il settore dello spettacolo dal vivo, secondo il Censimento “Lo spettacolo dal vivo nelle Marche. I soggetti, gli eventi, i numeri e la storia”, sono circa millecinquecento le persone ivi impiegate, spaziando dai lavoratori tecnici e amministrativi, ai lavoratori del comparto artistico e di palcoscenico. Per i primi si configurano generalmente modalità di impiego a tempo indeterminato, mentre per gli altri, i contratti sono in prevalenza a tempo determinato e in alcuni casi si tratta di contratti a chiamata. Di certo, questo è il comparto dove maggiore è l’insicurezza e la precarietà del posto di lavoro. Nel 2010 i lavoratori del settore dello spettacolo dal vivo delle Marche con contratto a tempo indeterminato erano 147, mentre il numero delle giornate lavorative dei lavoratori del comparto artistico nello stesso anno era pari a 44.872.

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